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Forum “Turismo e Mezzogiorno” Problemi e opportunità: Intervento di Vincenzo Schiavo

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«Oggi (lunedì 27 ottobre 2008) la Confesercenti porta a Napoli nomi di spicco della politica nazionale per discutere di rilancio del turismo nel Mezzogiorno:

Marco Venturi Presidente Nazionale di Confesercenti, Claudio Albonetti Presidente Nazionale di Assoturismo, Michela Vittoria Brambilla Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, Matteo Marzotto Presidente dell'Enit e l’On. Francesco Rutelli. Ultimo, ma non per importanza, voglio sottolineare la presenza di Renzo Arbore, un’artista che con la sua bravura rende onore all’Italia e alle Regioni del Sud, da cui proviene in tutto il mondo. Si tratta di presenze importanti che testimoniano l’interesse verso la nostra Regione e non solo, visto che sono qui oggi chiamati a discutere di “Turismo e Mezzogiorno” d’Italia.

Il mio intervento sarà breve proprio per dare spazio ai nostri ospiti che ringrazio sentitamente, però prima non posso fare a meno di sottolineare le difficoltà che il settore turistico ha vissuto negli ultimi mesi. Innumerevoli i fattori che hanno concorso a determinare questa crisi (emergenza rifiuti, crisi dei consumi, prezzi poco concorrenziali, etc. etc.) ma nonostante questo posso affermare che noi operatori abbiamo resistito basandoci su una convinzione che ci rende forti, ovvero che il turismo rappresenta e rappresenterà anche per il futuro una risorsa per l’economia delle Regioni Meridionali. Ecco perché lo slogan che vedete alle mie spalle: “Turismo: energia rinnovabile del Mezzogiorno”.  

I nodi cruciali da affrontare per un rilancio serio e duraturo del settore turismo nelle Regioni del Sud, a mio avviso, sono molti, a partire dall’ inadeguatezza infrastrutturale e dalla crisi d’immagine nei confronti del mercato internazionale. Credo però che alle origini del mancato decollo del settore turistico nel Mezzogiorno ci sia prima di tutto un problema di carattere culturale.

All’Italia – e meno che mai al Sud - non mancano certo idee ed imprenditori con entusiasmo e voglia di fare.  Tuttavia, se poi mi rendo conto che isole di pregio come Ischia, che registrano oltre 40 mila presenze l’anno, non  hanno per tutti i giorni dell’anno i collegamenti garantiti ma basta un guasto tecnico di una delle due compagnie per far sì che rimanga isolata; se, sempre ad Ischia,  vedo che uno degli annosi problemi che non si riesce a risolvere è quello della mancanza di depuratori, allora capisco che c’è qualcosa che non funziona. Se percorrendo l’Italia da Nord a Sud e viceversa io non faccio che imbattermi in cantieri per la costruzione della terza corsia che sono aperti alcuni da anni, mentre in Spagna per costruire 1.700 Km di autostrada ci hanno messo solo cinque anni, allora mi rendo conto che il problema non è solo di mancanza di risorse. Se oggi nelle quattro Regioni del Sud d’Italia – Campania, Puglia, Calabria e Sicilia – ci sono tanti aeroporti quanti ce ne sono nella sola Lombardia (Malpensa, Linate, Brescia Montichiari e Orio sul Serio) potendo quindi contare solo su un quarto dei collegamenti con l’estero che ci sono nella Regione del Nord; se ancora oggi, nel 2008, d’estate importanti città del Sud soffrono per la mancanza di rifornimento idrico, allora credo che quello che affligge la nostra Nazione sia un problema prima di tutto culturale basato sul fatto che si è sempre inteso di lavorare sull’emergenza, mai attraverso una pianificazione efficace e a lungo termine degli interventi.

Ritengo che per ovviare a tutto questo ogni attore debba fare la sua parte. Le imprese non possono pensare che siano gli enti a fare da traino allo sviluppo, e a loro volta le istituzioni non devono sostituirsi al tessuto economico. Compito delle imprese che fanno turismo (e delle associazioni che le rappresentano) è quello di fare squadra e di promuovere lo sviluppo dell’economia e insieme la loro crescita personale; compito delle istituzioni invece è quello di ascoltare le imprese, perché fare turismo  non è una cosa facile ed anch’io che sono in questo settore da tanti anni ancora ho molto da imparare.  Quello che occorre ora sono: rigore, perseveranza e professionalità, le tre parole chiave per affrontare anche le situazioni difficili».

 

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