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Le regole per la commercializzazione degli “shoppers” e delle buste ultraleggere negli esercizi commerciali.

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L’art. 9-bis del DL n. 91/2017 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), aggiunto dalla legge di conversione, n. 123 del 3 agosto scorso, ha provveduto al recepimento della Direttiva UE n. 2015/720, che interviene al fine di ridurre l’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero e pone rimedio alla procedura di infrazione n. 2017/0127 aperta dall’UE nei confronti dell’Italia per mancato recepimento nei termini della Direttiva (scadenza: 27 novembre 2016).

La norma ha abrogato le precedenti disposizioni del nostro Paese in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci, ed in particolare i commi 1129, 1130 e 1131 dell’art. 1 della legge n. 296/2006 e l’art. 2 del DL n. 2/2012.

L’art. 9-bis aggiunge alcuni nuovi articoli al Codice dell’Ambiente, D. Lgs. n. 192/2006. In particolare, l’art. 226-bis (Divieti di commercializzazione delle borse di plastica) prevede che, fatta salva comunque la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili (quelle certificate da organismi accreditati, rispondenti ai requisiti stabiliti dal CEN, ed in particolare dalla norma EN 13432 recepita con la norma nazionale UNI EN 13432:2002, che possono regolarmente essere poste in commercio), è vietata la commercializzazione delle borse di plastica (borse con o senza manici fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti) in materiale leggero (con uno spessore della singola parete inferiore a 50 micron), nonché delle altre borse di plastica non rispondenti a determinate caratteristiche descritte dallo stesso art. 226-bis, al comma 1.

In ogni caso, le borse di plastica commercializzabili non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Inoltre, al fine di conseguire una riduzione sostenuta dell’utilizzo di borse di plastica, il successivo art. 226-ter prevede la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero, cioè quelle con uno spessore della singola parete inferiore a 15 micron richieste a fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi (in pratica le bustine che nei reparti dell’ortofrutta vengono utilizzate per prelevare e pesare frutta e verdura e quelle che, in generale, vengono utilizzate per imballare gli alimenti sfusi).

 

In allegato la nuova normativa in oggetto

 

Allegati:
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