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Ambulanti, nuove concessioni in vigore dal 1° gennaio 2019

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Commercio, slitta la direttiva Bolkenstein sull’ assegnazione degli spazi pubblici

Le vecchie concessioni per i venditori ambulanti sono prorogate fino al 31 dicembre 2018. Solo dal 2019, quindi, scatteranno le nuove regole per l’ occupazione del suolo pubblico stabilite dalla direttiva Bolkenstein. Lo prevede l’ emendamento interamente sostitutivo del decreto legge milleproroghe approvato ieri al Senato. In pratica, quindi, il decreto concede più tempo alle amministrazioni per elaborare e pubblicare i bandi di gara in base ai quali si assegneranno, dal 2019, le aree pubbliche ai commercianti ambulanti. Prima della proroga, il termine era fissato al 7 maggio 2017: per questo motivo numerose amministrazioni avevano già provveduto, a ottobre, a informare tramite evidenza pubblica che a gennaio sarebbero stati pubblicati i bandi (cosa che in effetti è avvenuta un mese fa in alcune regioni). Adesso lo slittamento dell’ entrata in vigore della direttiva europea sui servizi permetterà a tutte le amministrazioni di riallinearsi in modo da far scattare le nuove regole sulle concessioni dal 1° gennaio 2019 su tutto il territorio nazionale. Le regole che entreranno in vigore dovrebbero essere quelle stabilite nel 2012 con l’ intesa in Conferenza unificata. Il condizionale è d’ obbligo anche perché, come spiega Adriano Ciolli, coordinatore nazionale Anva Confesercenti, nella proroga non c’ è alcun riferimento esplicito all’ intesa. Il criterio principale stabilito dall’ accordo del 2012 è quello della «professionalità acquisita, anche in modo discontinuo, nell’ esercizio del commercio sulle aree pubbliche», afferma Ciolli. Conterà quindi «l’ anzianità di esercizio dell’ impresa», che varrà fino al 40% del punteggio complessivo. Priorità anche per gli ambulanti che si impegneranno a rispettare condizioni correlate alla tipologia dei prodotti offerti in vendita e alle caratteristiche della struttura utilizzata, nel caso di posteggi dislocati nei centri storici o in aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale. «Un altro criterio – aggiunge Ciolli – sarà quello legato alla regolarità della posizione dell’ impresa ai fini previdenziali, contributivi e fiscali». Le nuove concessioni avranno una durata di dodici anni. «La proroga – sottolinea però Giacomo Errico, presidente Fiva Confcommercio – premia le amministrazioni che non hanno rispettato quanto previsto finora dalla legge, che imponeva la pubblicazione dei bandi a gennaio». Nonostante lo slittamento del termine, la Bolkenstein continua a non piacere agli ambulanti: «Per anni – spiega Errico – abbiamo chiesto di essere esclusi dalla direttiva servizi perché i mercati occupano il suolo pubblico solo per 6-7 ore al giorno, un giorno alla settimana. Non si tratta quindi di un’ occupazione permanente». L’ esclusione, però, non è mai arrivata. La proroga accoglie solo parzialmente le richieste dell’ Anci, l’ associazione dei Comuni, che auspicava uno slittamento al 2020. Secondo l’ Anci il prolungamento dei tempi – sebbene più limitato rispetto alle prime ipotesi – va comunque incontro all’ obiettivo, duplice, di consentire ai Comuni di avere tempi adeguati per la predisposizione dei bandi, e al contempo di non compromettere il lavoro delle centinaia di migliaia di addetti del settore.

 

 

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