BCE conferma la crescita ma in Italia anche sottoccupazione e molti anziani al lavoro

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” Le informazioni che si sono rese disponibili dopo la riunione di politica monetaria di gennaio hanno confermato una dinamica dell’espansione economica dell’area dell’euro forte e generalizzata”

La crescita nell’area Euro si conferma “forte e generalizzata” e “secondo le proiezioni dovrebbe aumentare nel breve periodo a un ritmo in qualche misura più rapido rispetto alle attese”. A dirlo è la Banca Centrale Europa nel suo Bollettino economico diffuso giovedì 22 marzo.
“Tali prospettive di crescita – continua la BCE – hanno confermato la fiducia del Consiglio direttivo nel fatto che l’inflazione convergerà verso l’obiettivo di un tasso inferiore ma prossimo al 2 per cento nel medio termine”.
Nel Bollettino la BCE affronta anche la situazione italiana. Due i dati da sottolineare. “Durante la crisi la sottoccupazione è cresciuta in misura particolarmente consistente in Italia e Spagna” – spiega la BCE -. “In Italia, la sottoccupazione potrebbe aver risentito delle misure introdotte dal Governo a supporto della riduzione delle ore. Nonostante il calo recente, la sottoccupazione rimane al di sopra del livello pre-crisi in Italia e in Spagna, mentre si colloca ben al di sotto di tale livello in Germania”.

Accanto agli alti livelli di sottoccupazione, l’Italia è (insieme a Germania, Grecia, Portogallo e Finlandia) tra i Paesi europei con i più alti indici di dipendenza degli anziani. L’indice è definito come il numero di persone di età superiore o uguale ai 65 anni in percentuale della popolazione in età lavorativa (ovvero i soggetti dai 15 ai 64 anni). In Italia, entro il 2070, sono previsti indici pari o superiori addirittura al 60 per cento.
Dal Bollettino BCE emerge come l’invecchiamento della popolazione avrà importanti implicazioni macro-economiche e fiscali per l’eurozona. In particolare l’invecchiamento della popolazione porterà a un declino nella disponibilità della forza lavoro ed è probabile che avrà un effetto negativo sulla produttività, mentre le implicazioni in termini di risparmi e di investimenti varieranno nel tempo, a seconda di come avverrà l’ingresso fra le file dei pensionati delle varie classi di età, a partire dalla generazione del baby-boom.