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Bankitalia: a rischio povertà una persona su 4, record da 1989

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Giù la ricchezza netta delle famiglie, pesa calo prezzi case

In Italia quasi una persona su quattro (23%) è a rischio povertà e una quota così elevata non si era mai raggiunta dalla fine degli anni ’80. Secondo l’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie, nel 2016 “la quota di persone a rischio di povertà è salita al 23%, un livello molto elevato” e il più alto dal 1989, anno di inizio delle serie storiche dello studio.

Il rischio di povertà, spiega Palazzo Koch, “è più elevato per le famiglie con capofamiglia più giovane, meno istruito, nato all’estero, e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. Tra il 2006 e il 2016 è diminuito solo tra le famiglie con capofamiglia pensionato o con oltre 65 anni”.

“Il reddito delle famiglie torna a crescere – dice Banca d’Italia – dopo 10 anni di caduta, ma aumentano le disuguaglianze. Nel 2016 il reddito equivalente medio (misura convenzionale del benessere) è cresciuto del 3,5% rispetto al 2014, anno in cui era stata fatta l’indagine precedente; è rimasto però ancora inferiore dell’11% rispetto al picco raggiunto nel 2006″.

“Aumenta, sottolinea Bankitalia, la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, tornata a un livello simile a quello segnato nella seconda metà degli anni novanta del secolo scorso”.

“Il 5% delle famiglie più ricche detiene il 30% della ricchezza nazionale“, si legge nell’indagine sui bilanci delle famiglie. “Il 30% più ricco delle famiglie – secondo Via Nazionale – detiene circa il 75% del patrimonio netto complessivamente rilevato, con una ricchezza netta media pari a 510mila euro. Oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro”.

“Diminuisce nel 2016 la ricchezza netta delle famiglie italiane, su cui pesa il calo dei prezzi delle case – afferma ancora – Banca d’Italia. Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case. La flessione è stata più marcata per i patrimoni più elevati. Circa il 70% delle famiglie  è proprietaria dell’abitazione in cui risiede. La quota di proprietari è però ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni: dal 59% al 52% tra il 2006 e il 2016″.

“Diminuiscono, infine, dice Palazzo Koch, le famiglie italiane indebitate. La quota si è ridotta dal 23% del 2014 al 21% del 2016. Per questi nuclei familiari le passività rappresentano circa il 18% del patrimonio lordo.Tra il 2006 e il 2016 il calo della quota di famiglie indebitate è stato più marcato (oltre 10 punti percentuali) per le famiglie con capofamiglia tra i 25 e i 45 anni, riflettendo soprattutto il minore ricorso al credito al consumo. La quota di famiglie finanziariamente vulnerabili – conclude via Nazionale – è rimasta sostanzialmente stabile: circa l’11% delle famiglie indebitate e circa il 2% del complesso delle famiglie”.
 

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