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Def, Istat: oltre 1 famiglia su 10 in grave difficoltà nel 2016

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Accelerare o rischio non centrare target Pil 2017

 “Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, nel 2016 non si è osservata una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. Secondo i dati provvisori del 2016, tale quota si attesta all’11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015″.

Lo ha riferito Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica, in audizione sul Def davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

“Nel 2016 risultano in condizione di grave deprivazione 1 milione 250 mila minori, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni – ha detto ancora – precisando che tale quota risulta

in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti. I dati – ha aggiunto – interventi previsti dal governo per il contrasto alla povertà”.

“Risulta esserci un incremento del potere d’acquisto degli italiani – ha detto ancora Monducci – che è stato però trainato dalla deflazione per quanto riguarda i consumi. Le famiglie stanno aumentando la propensione al risparmio, poco ma la stanno aumentando, ma permane una componente di incertezza. Nel 2016, tra le principali voci di spesa che hanno segnato una contrazione, si evidenziano gli investimenti (-4,5%), in calo per il settimo anno consecutivo. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici emerge un trend persistentemente negativo e la divaricazione tra amministrazioni centrali che bene o male producono incrementi e la parte locale che tende a scendere è importante. Questa è stato messo in evidenza perché riteniamo possano nascere politiche più attente agli investimenti su base locale,  ha sottolineato Monducci.

“C’è il rischio che si possa non centrare l’obiettivo indicato dal governo nel Def per quanto riguarda il Pil del 2017- ha sottolineato. Le oscillazioni del commercio estero e della produzione industriale osservati nei mesi di gennaio e febbraio potrebbero rappresentare dei fattori di rischio per la crescita del primo trimestre 2017. In particolare, la diminuzione della produzione di beni strumentali potrebbe indicare una decelerazione degli investimenti. Si segnala che una crescita nel primo trimestre in linea o inferiore a quella osservata negli ultimi tre mesi del 2016 richiederebbe, ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicati dal governo per il 2017, una accelerazione dei ritmi di espansione nei trimestri successivi”, ha spiegato Monducci.

Infine il Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica ha sottolineato come: “per i giovani disoccupati, tra i 25 e i 34 anni è sempre più difficile trovare un lavoro. La quota di  giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%). Il segnale dunque è quello di una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni. I dati longitudinali della Rilevazione sulle forze di lavoro – ha precisato – consentono di effettuare un’analisi delle transizioni verso l’occupazione degli individui disoccupati a un anno di distanza. L’esercizio è stato realizzato per i 25-34enni confrontando i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il

quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti. Il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo””.

 

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