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Crisi, Unioncamere: “Un terzo Comuni a rischio sviluppo”

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Scarsa attività commerciale, bassa occupazione, prevalenza di anziani tra i residenti, poco turismo, pochi presidi sanitari, banche e scuole. Sono i sintomi del disagio insediativo di cui soffre il 33% dei Comuni italiani, oltre 2.600, nel 95% dei casi con meno di 10 mila abitanti. E’ quanto emerge dal Rapporto sul ‘Disagio insediativo’ di Unioncamere, presentato oggi insieme a Legambiente. Dal rapporto emerge anche un’Italia di ‘micro-Comuni’ dove ben l’85% del totale dei centri (pari a 6.875), non raggiunge la soglia dei 10mila abitanti. Un disagio trasversale, dettato non dalla geografia ma dalla mancanza di collegamento e reti indispensabili ormai a governare lo sviluppo dei territori. La sfida oggi non è promuovere i piccoli Comuni ‘del bello e del buono’ ma saperli ricollocare al centro della vita e dell’economia del Paese.
”Il rischio – ha detto Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere – è che resti tagliato fuori dallo sviluppo più di un quarto della superficie del nostro Paese; per questo occorrono nuove politiche più mirate, che puntino alla creazione di occasioni di lavoro e alla crescita economica del sistema produttivo in un’ottica di rete”. In questa direzione, ha precisato Dardanello, si muove la nuova strategia nazionale per le Aree interne nell’ambito dei programmi Ue 2014-2020, alla quale il sistema camerale può contribuire attivamente. Secondo il rapporto, l’armonica distribuzione della popolazione sul territorio è una ricchezza insediativa che rappresenta una peculiarità e una garanzia del sistema sociale e culturale,; una certezza nella manutenzione del territorio; una opportunità di sviluppo economico.
Secondo il Rapporto Unioncamere, infatti non tutti i territori con meno di 10 mila abitanti rientrano nelle aree del disagio: 1.347 di questi, il 16,6% del totale, rappresentano circa i due terzi dei Comuni del benessere (65,5%), dove risiede il 10,5% del totale nazionale degli italiani, crescono le abitazioni, si registra un’alta concentrazione di lavoratori, con un saldo di imprese positivo nell’ultimo periodo e, nell’ultimo periodo, anche lo sviluppo della tecnologia e delle infrastrutture telematiche e l’alta dotazione turistica ricettiva.
E Unioncamere lancia il progetto ‘Piazze d’Italia’. ”E’ un percorso che si inserisce nella rivitalizzazione del nostro Paese – ha spiegato Dardanello – le piazze, da sempre centro di incontro degli interessi della comunità, devono ridiventare il punto di partenza per il rilancio, utilizzando le tecnologie della rete di cui oggi disponiamo”. L’obiettivo del progetto, ha tenuto a precisare il presidente è ”far diventare ogni piccolo angolo il centro del nostro Paese e da qui creare condizioni per dare servizi a quelle comunità a rischio di abbandono e per ridare vita e valore a nuove forme di imprenditoria; tutto questo superando il digital divide”.
 
(fonte: Il Corriere della Sera) 
 

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